Da sola contro Pechino

“Molte persone mi conoscono come ‘la ragazza del gesso’, ma in realtà non mi conoscono affatto. Per una ragazza non c’è libertà a Hong Kong. È il momento migliore e insieme anche il peggiore”.

Dopo esser stata arrestata a soli 14 anni per aver disegnato due fiori su un muro durante una manifestazione per la democrazia, la ragazza del gesso è diventata il simbolo della protesta dei giovani hongkonghesi contro il governo cinese. Da allora indossa una mascherina per non farsi riconoscere e continua a lottare per l’autonomia della sua città.

Il primo luglio è stato il ventesimo anniversario del passaggio di Hong Kong dal Regno Unito alla Cina. La ricorrenza cade in una fase delicata per l’autonomia dell’ex colonia britannica da Pechino: dopo il fallimento delle manifestazioni per la democrazia del 2014, che reclamavano il diritto di votare i propri governanti, il movimento degli ombrelli ora parla di autodeterminazione e indipendenza.

Nel 2047 scadrà l’accordo che garantisce lo status speciale di Hong Kong, i suoi diritti e le sue libertà.

Allora ne vedremo delle belle.

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