Rassegna Stampa / Enzo Romeo TG2 RAI recensione de “Il Male Inutile”

Enzo Romeo, Vaticanista e caporedattore Esteri al TG2 RAI, e la sua bella recensione del mio libro “Il Male Inutile”, appena pubblicata.

Recensione Enzo Romeo - Il Male Inutile - Rivista della Diocesi di Locri

30 marzo 2019

Quelle vittime del Male Inutile

Un libro del calabrese Marco Lupis sui giornalisti che muoiono “sul campo”

di Enzo Romeo

Ha suscitato emozione l’uccisione di Lorenzo Orsetti, il volontario italiano che combatteva con i curdi nella battaglia contro l’Isis. Un evento drammatico che si è quasi sovrapposto al venticinquesimo anniversario dell’omicidio a Mogadiscio di Ilaria Alpi e Miran Horavatin, gli inviati della Rai che stavano ercando di raccontare la guerra in Somalia e gli affari sporchi che dietro di essa si celavano.

Lorenzo, Ilaria, Miran… L’elenco è infinito. Tutte vittime del male inutile, come definisce la guerra Marco Lupis, collega reporter originario di Grotteria. Lupis, nel libro intitolato appunto Il male inutile (Rubbettino), racconta la sua esperienza di inviato nelle aeree di crisi, dove la diplomazia ha ceduto il passo alle armi, dal Kosovo al Chiapas, da Timor Est a Bali. Raccontare ciò che è avvenuto, mettendo nero su bianco fatti, ricordi ed emozioni, toglie l’alibi a chi, di fronte a tanti conflitti “dimenticati”, fa spallucce e dice «io non sapevo».

Lo spiega bene in prefazione Janine di Giovanni, altra famosa inviata di guerra, ora consulente per la Siria dell’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite.

Marco ha collaborato con il Corriere della Sera Repubblica, con Panorama e L’Espresso, e anche con il Tg2 quando in questo giornale avevo la responsabilità della redazione esteri. Per me è stata una sorpresa ritrovarlo in Calabria. Specie perché è difficile mollare tutto per uno che ha fatto il suo mestiere.

Nel volume spiega che la guerra per un giornalista è un richiamo irresistibile. La guerra è il momento in cui tutto diventa chiaro perché tutto è estremizzato: i rapporti umani sono dilatati, così come il bene e il male, la compassione e la crudeltà. Ti muovi in mezzo ai pericoli e ti senti più che mai vivo ed eccitato, anche se dopo un passo potresti imbatterti in una pallottola o in un’esplosione che metterà fine a tutto. Ma quando l’effetto dell’adrenalina finisce, il dolore e la morte appaiono sempre delle cose illogiche, insensate. Futili. A cosa è servito quel massacro, quella strage, quell’attentato terroristico?

Il libro è dedicato a tutti i giornalisti che muoiono “sul campo”. Solo nel 2018 sono stati ottanta quelli che hanno perso la vita. A cadere sono anche coloro che raccontano le guerre mafiose e criminali, come la maltese Daphne Caruana Galizia o le decine di colleghi uccisi in Messico dai narcos. La morte insensata delle guerre diviene, in questi casi, sacrificio fecondo, necessario a far sì che la società rimanga inFeatured Image -- 346 allerta, non ceda al sonno dell’oblio che lascia spazio al peggio.

Lupis ha girato mezzo mondo. Coi suoi reportage ha coperto per oltre un decennio l’intera area Asia Pacifico, intervistando personaggi del calibro di Aung San Suu Kyi e Benazir Bhutto e denunciando le violazioni dei diritti umani.

Da qualche anno ha deciso di tornare a vivere nel paesello natìo. Una scelta controcorrente e un’occasione da non perdere per il territorio. Sarebbe utile se Marco fosse invitato nelle scuole, nei gruppi, nelle associazioni; se incontrasse i nostri ragazzi, testimoniasse ciò che ha visto e instillasse in loro l’antidoto della non violenza.

Perché – come scrive l’autore a conclusione delle sue pagine – il mondo possa essere «quel posto bello, accogliente e dignitoso che avevo creduto».

Enzo Romeo

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